Antonio Fariello
Pittore, Scultore e Ceramista
Antonio Fariello
Antonio Fariello, nasce a Castellabate, piccolo paesino di pescatori sulla costa del Cilento nel 1942.
Dopo un percorso artistico da scultore e ceramista, inizia a dipingere nel 1958 sotto la guida del Prof. Mario Carotenuto ed entra, in quegli anni, nel gruppo culturale presieduto dal poeta Alfonso Gatto.
Alcuni anni più tardi completa la sua formazione artistica presso il maestro Tiziano Marchi, pittore molto fedele alla scuola di Posillipo, che ne condiziona la ricerca grafica e simbolica.
Nei suoi lunghi 50 anni di esperienza pittorica ha esposto in numerose mostre collettive e personali dal nord al sud dell’Italia.
Attualmente vive ed lavora a Settimo Torinese in provincia di Torino.
Ritratto a matita di Antonio Fariello eseguito dal Maestro Mario Carotenuto (1965)
Il mare un soggetto da amare
Quando ero un giovane pittore e frequentavo lo studio del mio maestro, i giorni più belli erano quelli in cui venivano a posare le modelle. Quasi sempre il maestro mi permetteva di assistere mentre le ritraeva. Di tanto in tanto mi capitava di spiarle dalla porta socchiusa in tutta la loro statuaria bellezza, che evocava viaggi fantastici tra le figure mitologiche. Come mi sarebbe piaciuto avere una modella da ritrarre!
Passarono gli anni, mi trasferii al Nord. Passarono gli anni, mi ri-trasferii al Sud. Dipinsi tanto e di tutto. Ma il destino aveva in serbo per me un modello d’eccezione. Collerico, dolce, crudele, amico benevolo, irrequieto e immensamente grande all’orizzonte. A me il compito di ritrarre il padre del pianeta Terra…il Mare.
Antonio fariello
Ricordo di Primo Levi
Nella primavera del 1979, a Settimo Torinese fu indetto un concorso che aveva come argomento La Memoria, riferita all’antifascismo e all’olocausto. Io partecipai insieme a molti altri pittori, presentando questa opera raffigurata a destra.
Qualche mese più tardi ebbi occasione di assistere ad una conferenza di Primo Levi durante la quale parlò della sua prigionia nei campi di concentramento tedeschi. Quell’uomo mi colpì innanzitutto per la tristezza che, seppur velata, traspariva dai suoi discorsi.
Dopo qualche giorno gli scrissi, manifestandogli l’apprezzamento per le sue parole e sui suoi libri (l’anno precedente, Primo Levi aveva vinto il Premio Strega per il romanzo “La chiave a stella”). Pensai di offrirgli, quale prova concreta del mio rispetto, il quadro premiato al concorso qualche mese addietro.
Primo Levi mi rispose in modo molto garbato con questa lettera, che conservo tuttora.